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Introduzione

Costruire il futuro del nostro Paese significa costruire le condizioni in cui i giovani italiani di oggi e di domani potranno vivere e lavorare, realizzare i loro progetti personali e familiari, far crescere le proprie comunità, riconoscersi o meno in un contesto nazionale che assicuri loro una prospettiva di sviluppo civile, sociale, culturale, collocandosi nel quadro della cittadinanza europea, di un’Europa promotrice di pace e di relazioni costruttive tra tutte le aree del mondo.

            E se la questione meridionale continua purtroppo a essere ancora una questione da risolvere significa che è tuttora valida la profezia mazziniana che “l’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà”: il futuro dei giovani italiani dipende così dalla nostra capacità di collocare finalmente il Paese su un sentiero di sviluppo che porti con sé un processo di stabile riduzione e infine chiusura del divario col Centro-Nord. Un sentiero che dia nuove prospettive di crescita personale e sociale alle ragazze e ai ragazzi meridionali come alle ragazze e ai ragazzi delle altre regioni del nostro Paese, in quel “Mosaico Italia” (dal titolo di un seminario di Merita) in cui ogni componente possa dare il suo contributo costruttivo al disegno complessivo della società nazionale.

            E’ questo il filo conduttore della due giorni che la Fondazione Merita – Meridione Italia organizza il 5 e 6 maggio a Napoli, toccando la questione giovanile con riferimento a quattro grandi tematiche, sulle quali si gioca tanta parte del futuro delle nuove generazioni: scuola e formazione, lavoro e impresa, transizione ambientale, attuazione del PNRR.

            La scuola per la prima infanzia, perché è quella l’età decisiva in cui attenzione e cura gettano le basi per aiutare i bambini di oggi a diventare i cittadini “liberi e forti” di domani. La scuola secondaria e la formazione tecnica e professionale, perché dai suoi contenuti e dalla sua efficacia derivano le competenze che irrobustiscono la capacità dei giovani di entrare nel mondo del lavoro.

            L’incontro tra il lavoro e l’impresa, perché il futuro delle giovani generazioni passa per investimenti, innovazione, crescita del tessuto produttivo del Mezzogiorno e del Paese. E perché, come dimostra l’uso da parte di ragazze e ragazzi del Sud degli strumenti di politica industriale che sostengono le loro capacità di iniziativa, sono i giovani stessi a fare oggi impresa e fare impresa innovativa.

            La transizione ambientale, perché è questione decisiva per il futuro delle nuove generazioni e di cui proprio loro sono acutamente consapevoli ponendo a tutti noi interrogativi cogenti. Una transizione da affrontare con passione e determinazione, usando gli strumenti che scienza e tecnologia – opposte a ignoranza e ideologia – mettono a disposizione dell’umanità.

            E infine, l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: grazie ai fondi europei di Next Generation EU, abbiamo a disposizione una occasione straordinaria per ricostruire le basi dello sviluppo economico e civile del nostro Paese, la più importante dai tempi della Cassa per il Mezzogiorno. Siamo a un passaggio cruciale per il futuro dei giovani di ogni parte d’Italia, serve l’impegno di tutti per dare corpo a questa speranza.

            Sappiamo, e ne parleremo anche nella due giorni di Napoli, le contraddizioni dolorose che percorrono il Mezzogiorno con riferimento alla condizione giovanile: dalla povertà educativa che emargina tanti bambini, alla scarsa qualità della scuola che mortifica la formazione di molti ragazzi e ragazze, dall’insufficienza degli sbocchi lavorativi che condanna alla disoccupazione tanti giovani, alla loro emigrazione verso il Centro-Nord o verso l’estero, dal degrado ambientale all’assenza di infrastrutture. Ma sappiamo anche che i giovani del Meridione aspirano a costruire il domani per sé, per i loro cari, per la comunità in cui vivono: ce lo dimostrano con la loro capacità di iniziativa nel fare impresa e nel migliorare la propria formazione sui luoghi di lavoro, con la richiesta di studi seri e formativi, con l’impegno nell’associazionismo, nella cultura, nel Terzo Settore.

A loro, alle loro speranze e alle loro passioni, è dedicato l’appuntamento della Fondazione Merita il 5 e 6 maggio a Napoli.